giovedì 4 giugno 2009

Ricordi

A vent'anni...........
Pensi di essere donna,forse lo sei e gli altri ragazzi ti vedono come tale.
Quello che non vedono è che siamo così diverse da loro.
A vent'anni...........
Mio padre mi diceva di non fare tardi la sera, ma gli piaceva LUI, si fidava.
Quello che non vedeva è poi successo, ero così diversa da LORO........ a vent'anni.
Padre........dov'eri quando avevo...vent'anni?
( Scritto questo post facendo uno sforzo immane)

20 commenti:

  1. Deve essere una parte della tua vita molto dolorosa

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  2. Si, un padre assente, o poco presente, non deve fare molto piacere!

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  3. Scrivere è terapeutico. Non importa se il testo è criptico. Quello che conta è riuscire a scrivere.
    Guardare il mostro negli occhi.
    Senza abbassare lo sguardo.
    Senza più troppa paura.
    Non per cancellarne la memoria, ma per non vivere più nella sua ossessione.
    Come tu stessa scrivi è uno sforzo immane.
    Ricordare. Per scrivere.
    Riprovare lo stesso identico dolore di allora.
    Intatto. E pulsante.
    No. Non è assolutamente facile.
    Ma tu, Chiara, sei una ragazza coraggiosa
    Un abbraccio grande
    Marilena

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  4. Bello! E' un poesia, moderna, sofferta, piena di amarezza. Mi verrebbe di farti qualche domanda, ma mi astengo, non me la sento. Magari se le capisci ...

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  5. Certi padri quando le figlie hanno 20-anni...con ci sono mai.A quelle figlie resta solo il triste ricordo di non aver mai conosciuto il padre.Capisco!

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  6. Le capisco forse le domande che vuoi farmi Luigi.

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  7. Si Lorenzo, è una parte della mia vita molto buia, ci sono uscita ormai ma non completamente. Non faccio colpe a nessuno in famiglia, forse è un secondo prezzo da pagare, obbligatorio.

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  8. Non è stato assente nella mia vita Serenella, ma solo in un particolare momento. Forse dove avevo più bisogno di lui.
    Grazie dei commenti, molto belli

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  9. Si Francesca, è vero, infatti questo brutto ricordo, che poi si tramuta sempre in rimorso non vorrei averlo. Mio padre è ancora vivo, è venuto il momento di affrontarlo credo.
    grazie del commento

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  10. Marilena, grazie.
    Anche se in questo caso non serve riprovare lo stesso dolore e non voglio perdonare, non esiste proprio.
    Voglio solo che mio padre mi dica si, hai ragione.

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  11. Sai Chiara, rimuginare il passato, specie se causa di sofferenza o dolore, è una inutile tortura, rievocarlo no, è salutare, è segno del suo superamento.
    Quanto alle domande non ne ho più da fare.
    Ciao.

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  12. Affrontarlo? Avrà più o meno la mia età (io ho 72 anni), perchè dici affrontarlo?
    Se non è aperto al dialogo a questa età, potrebbe essere del tutto inutile affrontarlo.
    Io credo che sarebbe più giusto pensare e provare a dialogare.
    Ma tu hai la maturità per valutare e decidere il tuo comportamento.
    Però l'approccio non dovrebbe essere come su un ring, ma quello di parlare affettuosamente a una persona che non si aspetta altro.

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  13. Chiara, leggo la tua replica a Marilena e intervengo di nuovo.
    Sai, nel paese dove sono cresciuto c'è un proverbio che italianizzo.
    Premetto, non ti offendere.
    Il proverbio recita:"La ragione è dei fessi".
    Cosa vuol dire? Che quando si "pretende" di aver ragione e la controparte finisce col darti ragione, ci si può accorgere l'ha fatto per quieto vivere o per sfinimento, ma che continua a pensare di aver ragione lui.
    Vuol dire anche (vedi, la polivalenza dei proverbi) che avere il riconoscimento della propria ragione è ormai tardivo e inutile, il danno è fatto ed è irreparabile.
    Ma sono certo che tu vorrai "ragionarci" con calma e con affetto filiale per persuaderlo ad ammettere non che tu avevi ragione ma che lui aveva torto.
    Se non c'è questo spiraglio, potresti inasprire inutilmente il rapporto con tuo padre e allora meglio lasciar perdere, ognuno viva la sua vita a modo proprio.

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  14. E'vero, non bisogna rimugginarci sopra, è un modo per non affrontare il problema e farsi del male inutile.
    Infatti lo sto rievocando con un fine ben preciso, parlare con mio padre.

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  15. E' un fatto di amore per il padre, non vuoi mai che ammetta un torto, mi sentirei come fargli del male ( credimi, le figlie sono diverse dai figli maschi ed hanno un rapporto molto complicato con il proprio padre, complicato a livello emotivo intendo). Quindi, in questo caso vorrei che mi dicesse che avevo ragione, che non ho fatto del male a nessuno.

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  16. Si Luigi, quando parlo di affrontarlo intendo affrontare me stessa, affrontare la situazione.

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  17. Ammazza Luì!! Me sembra de sta in conferenza, nun faccio in tempo a risponne e me metti n'artro commento!!!

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  18. Scherzo ovviamente, mi fa piacere questo dialogo.
    Ma noi romani sdrammatizziamo in questo modo, prendendo in giro l'interlocutore. Non è cattiveria o insensibilità, è amicizia

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  19. Chiara, l'ho ripescato, vedi? Ti ho mandato una mail, con un allegato.
    Se mi risponderai e vuoi saperne di più ti darò altri elementi.

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